Sempre di città si parla…

Già in passato ho dato spazio a suoi interventi. Si tratta dell’amico Padre Agostino che, questa volta, ci pone questioni dalla periferia del campo Rom di Coltano: dalla baracca posta in un angolo del campo…

Non ci resta che leggere e lasciarci pro-vocare, soprattutto, se lo vogliamo, provare a mettere in discussione le nostre molte visioni distorte, preconcette, frutto di deficit di ricerca di informazione.

Buon itinerario,

Claudio


Sgomberi pericolosi perl’intera città di Pisa.

È stato un intervento dispotico che lascia circa 12 persone, gran parte minori, senza una abitazione e per strada. Anche le modalità sono discutibili, infatti i genitori coinvolti dello sgombero erano completamente all’oscuro, tanto è vero che al momento dell’intervento non si trovavano sul luogo e quando sono ritornati al campo la demolizione della loro baracca era già in atto…troppo tardi per ricuperare i loro effetti, i documenti e quant’altro. Sfido chiunque a controllare la propria rabbia.

Nei giorni precedenti non c’era stato alcun avviso, nessuna segnalazione da parte dei servizi sociali, che da mesi avevano intrapreso con la famiglia interessata un percorso per arrivare ad una soluzione, cioè l’individuazione di una abitazione che permettesse loro di trovare una giusta sistemazione, probabilmente era questione di pochi mesi di attesa.

Chi di noi non si sarebbe sentito raggirato e preso in giro?  

Forse la semplice baracca costruita in un angolo del campo era una minaccia alla sicurezza e all’ordine della città, quale fastidio procurava alla cittadinanza?

Ma la domanda di fondo che mi pongo è ben altra. Tanti operatori e gli stessi responsabili della società della salute affermano che non sapevano niente di questo sgombero, fino a ieri sera quando il comitato per l’ordine e la sicurezza della città ha deciso in tal senso. Posso anche dare per vere le loro affermazioni, cioè che loro non erano stati coinvolti e che non sapessero niente in tal senso, ma allora l’interrogativo da porre è ancora più preoccupante: quale ruolo hanno oggi le politiche sociali se il comitato della sicurezza decide per proprio conto, scavalcando competenze e impegni assunti da chi opera nei vari settori del sociale? Che senso ha che i servizi sociali offrano ora delle proposte fasulle di sistemazione (molto provvisorie) alle persone coinvolte nello sgombero, quando gli stessi avevano attivato un percorso con la famiglia interessata e che avrebbe portato ad una soluzione definitiva e positiva? È un corto circuito pericoloso per l’intera citta, perché di fatto la così detta “sicurezza e ordine pubblico” rischia di aumentare le sue vittime, creando più instabilità sociale. La soluzione dei problemi è vista come una perdita di tempo, purtroppo tra le sue vittime sono comprese pure le politiche sociali e questo credo non sia un bene per la città.

don Agostino Rota Martir

4 Luglio 2019 – campo Rom di Coltano –

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