Gesù ascende al cielo

Giotto di Bondone, L’Ascensione, 1303-1305 circa, affresco, 200x185cm., Cappella degli Scrovegni, Padova.

La Solennità odierna ci aiuta a porre al centro della riflessione uno dei misteri della nostra fede.

Infatti, nella professione di fede, insieme, in quanto comunità dei credenti affermiamo: “E’ asceso al cielo, siede alla destra del Padre”.

Possiamo chiederci: che cosa significa credere questo?

Il mistero di amore di Dio per l’umanità, vorrei dire il “tutto è compiuto” che Gesù esclama morendo in croce, si realizza proprio con l’ascensione.

In essa si compie il disegno di Dio: nascere sulla terra per far salire l’umanità in cielo.

Dio infatti, vero Dio e vero Uomo, realizza in Gesù il disegno di “farsi come noi, per farci come lui”.

Significa, allora, che la nostra umanità è realtà benedetta da Dio e con l’Ascensione di Gesù al cielo, l’umanità sale al fianco del Padre.

L’Ascensione inoltre, ce lo rivela Gesù stesso, è il passo necessario affinché giunga a noi il Consolatore, lo Spirito Santo.

Si compie la rivelazione; Gesù, Parola del Padre, di cui il Padre ci dice “Ascoltatelo in Lui mi sono compiaciuto” si congeda dai suoi affidando un mandato e lasciando una promessa.

Infatti Gesù vuole che i suoi, la sua Chiesa “ammaestri e battezzi” con la certezza della sua presenza: “Io sono con voi fino alla fine del mondo”.

Crediamo noi questo?

E’ un mistero, quello dell’Ascensione, che ci fa guardare alla terra.

Il libro degli Atti, il libro della Chiesa, si apre con l’evento dell’Ascensione. I due angeli di cui Luca parla, invitano ad essere operosi sulla terra piuttosto che stare a fissare il cielo dal quale Gesù tornerà.

Si è aperto così il tempo dell’attesa, l’attesa del suo ritorno.

E’ il tempo che stiamo vivendo qui ed ora, il tempo del “già e non ancora”; Gesù è già risorto ma non è ancora tornato.

A noi compete attenderlo, nella vigilanza.

Questo tempo quindi che si è aperto con l’Ascensione ci chiede di vivere una fede operosa, non rimanendo a fissare il cielo, con le mani in mano.

Questo tempo, nel quale il Signore è pienamente il “Dio con noi” chiede, a noi e alla sua Chiesa, di essere testimoni del Risorto.

Buona festa,

Claudio

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