Coronavirus: tragedia senza cambiamento

13 maggio 2020

“Farò camminare  i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura” (Isaia 42,16)

Questi tempi richiedevano
la conversione dei cuori
e della prassi ecclesiale.

Alla creatività dello Spirito
abbiamo, invece, preferito
la burocrazia dei protocolli,

alla discontinuità profetica
abbiamo preferito la reiterazione
delle forme.

Era il tempo opportuno e
non lo abbiamo riconosciuto.
Il giudizio, quindi, rimane questo:

Dio apre strade nel deserto
ma il popolo preferisce rimanere
fermo,

Dio fa cose nuove
ma il popolo preferisce continuare
come prima (1).


1) Isaia 43,18-21:
“Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.
Mi glorificheranno le bestie selvatiche,
sciacalli e struzzi,
perché avrò fornito acqua al deserto,
fiumi alla steppa,
per dissetare il mio popolo, il mio eletto.
Il popolo che io ho plasmato per me
celebrerà le mie lodi”.

(da: AltraNarrazione: una spiritualità profetica)

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